giovedì 10 febbraio 2011

Ilaria Pastore- Nel mio disordine









Nel mio disordine è il risultato di un tentativo paziente e riuscito pienamente di accettazione nella serenità della di un percorso, della chiusura di un cerchio.

Un percorso iniziato da anni, segnato da una perdita irreversibile, importante, simbolo evidente di una ferita aperta, che la musica e La Chiamano Notte, canzone d’apertura, hanno saputo insieme al tempo ricucire, liberandola e trasformandola con forza determinazione, in poesia, in un fiume in piena che scorre fluido, carico di linfa vitale, dove l’arte e il coraggio di mostrarsi nel profondo vincono; molto efficace la rincorsa sovrapposta delle voci alla fine del pezzo.

Si cerca di raccontare qualcosa, attraverso gli occhi della memoria, (Sonia) i ricordi dell’essere bambini  (Occhi lucidi) e attraverso personaggi inventati  come Ceu equilibristi che cadono e si rialzano insieme per non perdersi nel labirinto della vita, per ritrovare in ogni luogo, un luogo da poter chiamare casa!
Il tempo in questo lavoro è metafora  fondamentale nel suo scorrere con il suo ritmo difficile da interpretare, il sentire e il cuore come il tempo sono molto presenti, di variegati colori, racchiusi in istanti unici “intrappolati” in un’istantanea, come un desiderio.

La chiave di questo viaggio è l’immaginazione, il sogno che si mescola alla realtà dando vita a un disordine che mette ordine e si fa portatore di leggerezza e gioia, ecco il suo senso autentico di questo disco, ecco la sua vera forza che spero lo porti lontano.

Anche i musicisti con i loro strumenti hanno saputo rendere molto bene l’alternanza dei due mondi con suoni in luce o in ombra modificano le sembianze dalla magia del buio alla danza di una farfalla tra le dita che incredula attende nel sole lasciandosi cullare nel bosco tra folletti e fate

L’unica cosa che conta davvero, raccontata superflua ma assolutamente vitale e necessaria è il sorriso.

E’ un disco VISCERALE, dove due mondi si incrociano nella leggerezza della possibile rappresentazione ed espressione di un mondo altro, che appartiene all’immaginario del singolo ascoltatore, ma è un mondo che esiste davvero è la musica si fa occhio di tale visione
Chi non vorrebbe provare tale esperienza?

Ali

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